Bruxismo: rimedi e cause

25/07/21

bruxismo

Il bruxismo è una parafunzione piuttosto frequente soprattutto di notte e consiste in una contrazione involontaria dei muscoli facciali che porta a stringere con forza le mascelle.

Conseguentemente, si digrignano i denti e l’arcata superiore sfrega con forza contro quella inferiore.

Chi soffre di bruxismo può andare incontro a diversi problemi, come mal di testa, usura eccessiva dei denti e dolore mandibolare.

Cause fisiche e psicologiche del bruxismo

 Definire le cause del bruxismo non è sempre semplice: spesso, infatti, concorrono a questo disturbo sia ragioni di natura fisica che psicologica.

Per quanto riguarda le prime, ad esempio, una tra le più comuni è la malocclusione dovuta al disallineamento delle arcate dentali. Inoltre, anche la presenza di patologie neurodegenerative può portare a una contrazione muscolare involontaria e al digrignamento dei denti.

Il bruxismo, però, non è una condizione sempre stabile nel tempo e può insorgere in periodi di grande stress, ansia o fasi particolarmente complesse della vita.

Nei bambini, infine, episodi di bruxismo potrebbero anche essere legati a infiammazioni dolorose come le otiti.

Mal di testa, cervicale ed altre conseguenze del bruxismo notturno

Spesso le persone affette da bruxismo faticano a rendersi conto del problema perché alcuni dei sintomi e delle conseguenze di questa parafunzione sono aspecifici.

Dolore mandibolare, muscoli masticatori affaticati o indolenziti, cervicali o mal di testa possono certo essere dovuti a diversi fattori, ma sono anche i primi sintomi del bruxismo e, se si presentano frequentemente, vale sempre la pena di recarsi dal dentista.

Un disturbo come il bruxismo, infatti, può causare anche conseguenze serie e danneggiare i denti in profondità, se non diagnosticato per tempo.

Come smettere di digrignare i denti: cure e rimedi per il bruxismo

Il primo passo per la cura del bruxismo è sempre una visita dal dentista.

Sia che le ragioni scatenanti siano di natura fisica o psicologica, infatti, è necessario mettere in atto strategie terapeutiche che puntino a ridurre l’impatto di questa parafunzione sulla salute dei denti.

La più importante, da questo punto di vista, è la scelta del bite dentale più adatto che ripara la dentatura dall’azione meccanica dello sfregamento di un’arcata sull’altra.

Insieme all’utilizzo di questo strumento si interverrà, poi, sulle cause: si correggerà nel tempo un’eventuale malocclusione oppure si metterà in atto un supporto psicologico per alleviare lo stress attraverso tecniche specifiche di rilassamento.