Innesto gengivale: quando serve e vantaggi dell’intervento

3/06/26

C’è un segnale che molte persone imparano a ignorare, anno dopo anno, finché non diventa impossibile farlo: i denti che sembrano “allungarsi”. Non è che i denti crescano — è la gengiva che si ritira, esponendo progressivamente la radice.

La recessione gengivale non è solo un problema estetico, anche se l’impatto sul sorriso può essere significativo. È soprattutto un problema funzionale e clinico: la radice del dente, a differenza della corona, non è protetta dallo smalto. Quando rimane esposta, è vulnerabile alla carie radicolare, all’ipersensibilità, all’erosione acida e, nei casi avanzati, al rischio concreto di perdita del dente.

La buona notizia è che oggi esiste una soluzione chirurgica altamente efficace: l’innesto gengivale, una procedura di chirurgia gengivale mini-invasiva che al Centro Odontoiatrico Bonino di Cherasco viene eseguita con tecniche moderne e risultati prevedibili e duraturi.

In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: perché le gengive si ritirano, i diversi stadi della recessione, come si svolge l’intervento, i tempi di guarigione, il dolore post-operatorio e cosa aspettarsi in termini di risultati prima e dopo.

Intervenire presto evita la perdita del dente. Ogni millimetro di radice esposta in più rende l’intervento più complesso e il risultato meno prevedibile. Non rimandare la valutazione.

Gli stadi della recessione gengivale: riconosci dove sei

Qui sotto trovi l’infografica interattiva degli stadi della recessione gengivale. Clicca su ciascuno stadio per scoprire le caratteristiche, i sintomi e le opzioni di trattamento.

  • Gengiva sana: La gengiva copre completamente la radice. Il margine gengivale è stabile e la struttura di supporto è integra. Le gengive appaiono rosa, sode, non sanguinanti. Nessun intervento necessario. Mantenimento con igiene orale corretta e controlli periodici.
  • Recessione iniziale: La gengiva ha ceduto meno di 2 mm. La radice è appena visibile. Lieve sensibilità al freddo. Denti visivamente leggermente più lunghi. È il momento migliore per intervenire. Innesto gengivale con alte probabilità di copertura radicolare completa (80–95%).
  • Recessione moderata: La radice è esposta tra 2 e 4 mm. Il rischio di carie radicolare e perdita di osso è concreto. Sensibilità intensa al freddo/caldo, denti visibilmente più lunghi, possibile carie radicolare. intervento chirurgico necessario. Innesto gengivale con copertura parziale o completa (70–85%). Prognosi condizionata dalla struttura interdentale.
  • Recessione avanzata: Oltre 4 mm di radice esposta con possibile perdita di osso interdentale. Ogni ulteriore ritardo riduce le possibilità di recupero. Dolore alla temperatura, carie radicolare, mobilità dentale, aspetto estetico gravemente compromesso. Chirurgia urgente, perdita del dente a rischio. Innesto gengivale con obiettivo di copertura parziale e controllo della progressione. Valutazione caso per caso.

Cause della recessione gengivale

Per capire come si cura la recessione gengivale, è utile capire prima perché si forma. Le cause sono molteplici e spesso si sovrappongono.

  1. Spazzolamento scorretto — la causa più sottovalutata: È paradossale, ma la causa più frequente di gengive ritirate non è la scarsa igiene orale — è l’igiene eseguita nel modo sbagliato. Uno spazzolamento troppo vigoroso, con setole dure o movimento orizzontale aggressivo, esercita un trauma meccanico ripetuto sul margine gengivale. Il danno avviene millimetro per millimetro, per anni, inconsapevolmente.
  2. Malattia parodontale (parodontite): Un’infezione batterica cronica dei tessuti di supporto del dente che porta alla loro progressiva distruzione. Quando l’osso viene riassorbito dall’infezione, la gengiva che lo ricopre tende inevitabilmente ad abbassarsi. In questi casi, la recessione è un sintomo di un problema più profondo che richiede prima un trattamento parodontale specifico e solo poi la chirurgia ricostruttiva.
  3. Fattori anatomici predisponenti: Alcune persone nascono con una dotazione di gengiva cheratinizzata inferiore alla media — il tessuto gengivale più spesso e resistente. Una gengiva sottile è intrinsecamente più vulnerabile alla recessione. Allo stesso modo, un dente in posizione vestibolata ha uno spessore osseo e gengivale ridotto sulla superficie esterna.
  4. Frenuli ad inserzione alta: Il frenulo labiale, quando si inserisce troppo vicino al margine gengivale, esercita una trazione continua che può provocare o aggravare la recessione, tipicamente sugli incisivi centrali inferiori.
  5. Trattamenti ortodontici: Se i movimenti dentali superano i limiti dell’osso disponibile, il rischio di assottigliamento gengivale aumenta. I migliori protocolli ortodontici prevedono oggi una valutazione parodontale preventiva proprio per identificare i casi a rischio.

Come si svolge l’intervento di innesto gengivale

La chirurgia gengivale di innesto è una procedura di microchirurgia parodontale che richiede preparazione accurata, strumentazione dedicata e tecnica precisa.

  • Valutazione pre-operatoria: Prima di pianificare qualsiasi intervento, il medico esegue una valutazione parodontale completa: sondaggio dei solchi gengivali, misurazione precisa delle recessioni (classificate secondo la classificazione di Cairo), analisi dello spessore gengivale e osseo, e identificazione della causa sottostante. Solo quando la causa è stata identificata e — nel caso della parodontite — trattata, si pianifica l’intervento.
  • Prelievo del tessuto donatore: Nella tecnica classica il tessuto connettivale viene prelevato dal palato dello stesso paziente in anestesia locale, attraverso una piccola incisione che lascia intatta la superficie mucosa (tecnica del tunnel palatale). Il palato è la zona ideale: offre tessuto cheratinizzato di ottima qualità, il gold standard per la prevedibilità del risultato. In alternativa al prelievo autologo, esistono materiali sostitutivi biologici — membrane in collagene di origine bovina o porcina — che possono essere utilizzati nei casi in cui si preferisce evitare il secondo sito chirurgico. Riducono il disagio post-operatorio palatale ma con una prevedibilità leggermente inferiore rispetto al tessuto del paziente.
  • Posizionamento dell’innesto: Il medico prepara il sito ricevente creando una tasca o un tunnel sotto la gengiva esistente. Nelle tecniche moderne (tunnel technique, MCAT), si evita completamente l’incisione verticale, lavorando attraverso accessi minimi che riducono il trauma, accelerano la guarigione e migliorano l’estetica del risultato. Il connettivo viene posizionato con precisione per coprire la radice esposta, fissato con suture riassorbibili sottilissime, e il lembo gengivale viene avanzato coronalmente per coprire completamente l’innesto. La durata dipende dal numero di denti trattati: per una singola recessione, tra i 45 e i 90 minuti. Per casi più estesi, possono essere necessarie sessioni multiple.

Tempi di guarigione e risultati attesi

Sapere esattamente cosa aspettarsi dopo la chirurgia gengivale è il modo migliore per affrontare il recupero con serenità.

  • Prime 48–72 ore — la fase più delicata: Nella zona del palato (sito donatore) si avverte un dolore sordo nelle prime 48–72 ore, generalmente ben controllato con i comuni antinfiammatori e antidolorifici prescritti dal medico. Nella zona dell’innesto, invece, il disagio è di solito molto limitato. Gonfiore e, talvolta, piccoli lividi sulla guancia o sul labbro sono del tutto normali e si risolvono nel giro di qualche giorno. È essenziale seguire le istruzioni post-operatorie: alimentazione morbida e fredda, niente sciacqui energici, niente fumo — il fumo nel post-operatorio aumenta significativamente il rischio di fallimento dell’innesto.
  • Dalla prima alla quarta settimana: L’innesto si integra progressivamente con i tessuti circostanti. Il colore del tessuto innestato nelle prime settimane può essere diverso da quello della gengiva adiacente — leggermente più pallido — ma tende a normalizzarsi man mano che la vascolarizzazione si ristabilisce. Le suture riassorbibili si dissolvono autonomamente in 2–4 settimane. Una visita di controllo a circa due settimane dall’intervento permette al medico di verificare l’andamento della guarigione.
  • Risultati prima e dopo: cosa aspettarsi: I risultati dell’innesto gengivale con le tecniche moderne sono molto soddisfacenti e ampiamente documentati dalla letteratura scientifica. Nei casi favorevoli (recessioni di stadio I e II secondo Cairo, con tessuto interdentale integro), è possibile ottenere una copertura radicolare completa nel 70–90% dei casi. Anche nelle situazioni più complesse, una copertura parziale significativa è quasi sempre raggiungibile.

Sul piano funzionale, i benefici si percepiscono spesso già nelle settimane successive: la sensibilità al freddo si riduce man mano che la radice viene coperta, i denti tornano ad avere un aspetto proporzionato e naturale, e il paziente recupera la tranquillità di sapere che le radici sono di nuovo protette.

La stabilità del risultato nel tempo — purché la causa della recessione sia stata eliminata e il paziente mantenga una corretta igiene orale — è eccellente: gli studi di follow-up mostrano che la maggior parte dei risultati si mantiene stabile a 5, 10 e anche 20 anni dall’intervento.

Intervenire presto evita la perdita del dente

Le gengive ritirate non aspettano. Ogni anno di ritardo è un altro millimetro di radice esposta, un incremento del rischio di carie radicolare, un passo in più verso una situazione più difficile — e meno predicibile — da trattare chirurgicamente.

Prenota una visita parodontale al Centro Bonino di Cherasco: il team valuterà la tua situazione con attenzione, classificherà con precisione lo stadio della recessione e ti dirà con onestà se sei un candidato all’innesto gengivale, quali risultati puoi aspettarti e come si svolgerà il percorso — senza impegno.